Quest'oggi ho il piacere di ospitare nel mio blog l'intervista allo scrittore e poeta Ivano Dell'Armi. Questo scrittore prolifero ha già all'attivo ben quattro e-book, tanti racconti e bellissime poesie (ho avuto la fortuna di poterle leggere!). Ma vi lascio a cosa mi ha raccontato. Ecco le sue risposte alle mie domande:
1) Ciao Ivano e benvenuto nel blog "Due di cuori". Ti va di presentarti?
Buona giornata a tutti i lettori del blog "Due di cuori", e un grazie a Teresa per avermi dato l'opportunità di parlare un pò di me. Sono nato a Roma il 9 Gennaio 1974, nella vita sono un informatico di professione, un lavoro che mi piace; ma come posso amo fuggire dalla realtà che mi circonda per dar vita alle mie storie fantastiche. Sono un vulcano di idee e sono sempre pronto a mettermi in gioco perchè mi piace sperimentare, trovare, imparare...
2) Hai scritto quattro e-book, tantissimi racconti e poesie. Ce ne vuoi parlare? In genere, da dove trai la tua ispirazione? Come fai a scrivere così tanto?
Una volta dissi: "Scrivo le mie emozioni perchè vivo di emozioni". Tutto nasce dall'anima, per me scrivere è un pò come innamorarsi: l'anima guida la mano, il cuore sussulta e la mente vola fuori dalla finestra. Scrivere è vivere di nuovo alcuni attimi particolari, magari con un pò di sana frenesia. Scrivere è un pò come stare su una barca alla deriva. Quando inizi a dondolare non sai mai dove andrai a finire. Ma se ti lasci trasportare dal faro dei sentimenti allora approderai in un porto sicuro, fin dentro alla tua emozione più forte. Per questo ho scelto di dare come titolo al mio sito personale "Viaggio nell'anima", che è anche una mia poesia alla quale sono molto affezionato.
Ogni volta che le mie sensazioni più profonde si impadroniscono della mia mente allora è il momento buono per creare qualcosa. Questo vale spesso per la poesia. Le mie storie fantastiche hanno invece tutte origine dai miei sogni, tanto che sono convinto di vivere mentre dormo più vite parallele; quello che faccio quando mi sveglio è cercare di raccontarle nel miglior modo possibile!
3) "Erendal di Gavrillach" - Le quattro armate, primo libro di una probabile trilogia, è stato pubblicato dalla Aletti Editore perchè hai partecipato ad un concorso letterario. Ce ne vuoi parlare sia del libro sia della vincita com'è avvenuta, quando hai deciso di partecipare, che cosa è significato per te vincere?
"Erendal di Gavrillach - Le quattro armate" è stata per me l'occasione per farmi conoscere al pubblico nonchè la mia prima pubblicazione ufficiale, a parte le varie poesie inserite in antologie e raccolte di autori vari. E' la storia, diciami meglio il cammino, di questo guerriero elfo ripudiato dalla sua stessa razza per un capriccio degli Dei e costretto ad intraprendere un viaggio senza ritorno che lo condurrà ad allearsi con una legione di demoni. La storia si sviluppa da qui: le divinità spaventate dal loro errore e dal mostro che hanno contribuito a creare cercano di redimere la sua anima. Ma il male si è impadronito del suo cuore e nonostante l'intercessione degli Eletti una parte di lui resta malvagia. L'effetto è un guerriero ibrido, sostanzialmente benevolo, ma i cui stati d'animo spostano la sua natura verso il maligno. Basta poco per incendiare i suoi occhi di odio e trasformarlo in una furia senza coscienza.
Riguardo all'editore non posso che ringraziarlo per la straordinaria opportunità che mi ha dato, anche se per le mie future pubblicazioni sto cercando di propormi ad altri editori più accreditati e soprattutto di settore. Credo infatti che nella vita bisogna sempre crescere, e non porsi limiti.
4) Erendal il protagonista della tua storia è diviso tra il bene e il male. Sembra che, infatti, il Male all'inizio prevalga. Ma c'è una luce di speranza: Llian. Lei è la sola in grado di controllare il demone che si agita dentro di lui, così da diventare il persono attorno cui ruota tutta la storia. Quanto è importante il personaggio femminile nella tua storia? E come mai hai scelto di narrarla in prima persona?
Il personaggio di Erendal, questo elfo guerriero, trae origine proprio da me stesso, da quando mi sono accorto che dentro di me si muovono due persone distinte e completamente diverse. Conoscere se stessi è un vantaggio: quello che voglio raccontare con il personaggio di Erendal è che il male è dentro ognuno di noi e che se riesci a domarlo hai un vantaggio assoluto; conoscere il proprio lato oscuro ti da la consapevolezza, la furia di poter superare ogni limite slacciando ogni freno inibitorio dovuto al fardello dell'anima.
In "Erendal di Gavrillach" è importante la frase della strega vampira Ketry che apostrofa l'elfo con questa frase: "Non avevo mai visto nessun guerriero battersi come un demonio per il bene". Il personaggio di Llian è fondamentale perché al guerriero basta anche il solo pensiero di lei per non perdersi nella dannazione. Lei è la sua ancora quando si cala nelle tenebre: lei è la'more, e l'amore sfugge ad ogni regola.
Uso molto spesso la prima persona al presente in narrativa anche se i più la considerano meno efficace; invece per me è essenziale perché mi da il vantaggio di rivivere la storia nel momento stesso in cui la scrivo.
5) Quale genere letterario predilgi? Perchè?
Ovviamente prediligo il fantasy perché quando scrivo voglio evadere dalla routine della vita quotidiana, scrivere qualcosa che non è di questo mondo. Mi attraggono molto anche i generi horror e fantastico, ed ho una particolare simpatia per i vampiri. Ma attenzione, nei miei racconti horror il concetto di vampiro è ben preciso e lontano dall'attuale stereotipo del vampiro innamorato... che non condivido. Il vampiro è una bestia assetata di sangue, non ha l'anima ed è una creatura del tutto irrazionale. In proposito vi consiglio di leggere il mio e-book "L'antro dei perduti" dove spiego molto bene questo concetto.
6) Il fantasy oggi. Pensi che sia un genere letterario per una ristretta nicchia di lettori, oppure può anche farsi apprezzare da tutti?
Oggi il fantasy è un genere in espansione e si trovano fantasy di tutti i tipi negli scaffali delle librerie. Io però vado contro corrente, come mio solito. Preferirei che restasse un genere più di nicchia, perchè molti fantasy attuali anche di successo perdono i canoni tipici del vero fantasy per trasformarsi in opere prettamente commerciali per la vendita e il business.
7) Quanto è importante per te scrivere? E, soprattutto, per chi scrivi? Quale pubblico vuoi raggiungere?
Scrivere è molto importante, è l'unico modo che conosco per portare da questa parte il mondo dell'astratto che mi circonda. Ed anche l'unico modo per dare voce alle mie emozioni: le poesie per me più belle che ho scritto sono nate tutte in momenti psicologicamente rilevanti. Soprattutto le poesie, tantissime, scritte nei mesi in cui mi sono innamorato e che sono state da me accuratamente raccolte. Le più significative si trovano in un eBook tutto completamente dedicato alla donna che amo dal titolo "Briciole di Cielo". Mi piace scrivere per lei, quando le leggo le mie poesie la sento vibrare di emozioni. Anche se poi quando scavo dentro ai miei pensieri risco a trasformarmi e calarmi nell'horror e nel fantasy con buona disinvoltura. I miei scritti di narrativa sono principalmente per chi predilige l'azione e l'avventura, le scene frenetiche ed anche quelle un pò più aggressive. Anche se ultimamente sto cercando di concentrarmi di più sulle descrizioni e sugli ambienti.
8) Hai un modello di scrittura a cui ti rifai per scrivere? C'è un qualche autore che prediligi in particolar modo?
Qualche tempo fa dicevo: "Mi presento, e sono un gabbiano! Sì, proprio un gabbiano perché la mia vita è simile al suo volo: un'ascesa che rappresenta per me un "motto" di vita, un significato, un esempio. Lo guardo percorrere la sua rotta nel cielo infinito, mi affascina la sua forza di rialzarsi dopo ogni stremata picchiata tra gli scogli. Così ho visto quel gabbiano con occhi nitidi e la sua forza trasparente si è trasferita nella mia anima. Sono diventato come lui, ed il mio temperamento ora mi insegna a non scoraggiarmi mai... a credere con fermezza nelle mie capacità e a non cedere di fronte alle difficoltà. Perciò sempre mi rialzerò per riprendere il mio volo."
Ecco, nasco come gabbiano poeta, figlio del grande Jonathan Livingston a cui mi sono spesso ispirato in poesia.
Riguardo invece alla narrativa sceglo quasi sempre la prima persona al presente. Amo esprimermi in prima persona perchè voglio far vivere la storia con gli occhi del protagonista, tecnica che normalmente non consente ampio movimento all'interno della trama. Eppure i miei personaggi riescono ad avere vita proprio, e più d'uno a ritagliarsi spazi fondamentali ed indipendenti grazie anche ad un mio particolare modo di far raccontare le scene al protagonista, anche quando non è presente sul posto. Frutto questo di una mia buona esperienza di scrittura in prima persona maturata nel corso degli anni ed in tanti racconti, anche molto brevi: caratteristica particolare che contraddistingue la mia scrittura rispetto all'ordinario.
9) Il blog "Due di cuori" dà consigli sulla scrittura. Quale consiglio di scrittura senti di dare ai lettori del blog? Spiega brevemente come scrivi le tue storie? C'è un momento della giornata in cui ti senti maggiormente ispirato? Deve esserci una particolare atmosfera attorno, o scrivi benissimo ovunque?
Non mi sento bravo da dare consigli, tutt'al più dovrei riceverli! L'unica cosa che mi sento di dire è di leggere molto, anche gli autori non famosi; di imparare dagli altri autori le loro tecniche, ma poi di svilupparne una propria.
Riguardo allo scrivere, quando mi viene in mente un'idea importante per sviluppare una storia o un passo di un capitolo in cui mi sono bloccato mi fermo o lo metto subito per scritto; non importa in che posto mi trovo ma devo farlo subito: un'idea non trascritta subito è persa, almeno lo è nella sua forma originale che è sempre la migliore. Io potrei scrivere ovunque quando la mano dell'ispirazione mi prende!
10) Sei un assiduo frequentatore di Forum. Secondo te possono essere utili a chi scrive?
Io frequento i forum di scrittura non perchè li considero un veicolo per arrivare alla pubblicazione ufficiale, ma perchè mi piace dialogare con persone che come me condividono lo stesso interesse e la stessa passione per la scrittura. Mi piace confrontarmi, soprattutto trovo importanti e fondamentali i commenti che ricevo su internet alle mie opere pubblicate perchè il giudizio del pubblico è tutto: se un'opera o una poesia non funziona su internet te ne accorgi subito. Sulle idee migliori invece si può lavorare sopra, migliorarle, approfondirle, e poi proporle per una eventuale pubblicazione.
11) Progetti per il futuro? Qualche anticipazione...
Di recente ho terminato un romanzo fantastisco di 30 capitoli dal titolo "L'Uomo Formica" che sto proponendo per la pubblicazione. L'idea mi venne osservando la laboriosa organizzazione del mondo degli insetti, in particolare delle formiche; così è nata l'idea di creare questo nuovo "super eroe" introdotto nel mondo degli ibridi dal morso di una formica "testa rossa". E' un romanzo che ha una trama articolata, molto più lungo nella stesura rispetto a tutti i miei precedenti lavori, non a caso ci lavoro sopra da parecchi mesi! Mi è costato tempo e fatica, ma credo ne sia valsa la pena: è qualcosa di veramente originale.
I personaggi del romanzo nascono da un accurato studio delle caratteristiche e delle abitudini di caccia degli insetti; ogni ibrido è per metà umano e per l'altra metà insetto; quindi gli "esseri-insetti" non sono eroi in maschera ma veri ibridi: incroci della natura. Ecco che nella storia prenderanno parte creature straordinarie, combattenti unici. Lo sapevate che la libellula, essere aggraziato, in realtà è un predatore spietato e una macchina da guerra incredibile e sorprendente? Al momento non ho un editore per questo romanzo perciò se a leggere questa intervista è un editore interessato ovviamente sono a disposizione!
Potete visitare il sito personale dell'autore cliccando QUI oppure QUI
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La copertina del libro

1 commento:
complimenti!
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